Dal 2005, Reefscapers lavora a progetti di restauro delle barriere coralline alle Maldive. Negli ultimi 15 anni hanno sviluppato uno dei piani di conservazione marina di maggior successo al mondo, con oltre 300.000 frammenti di corallo piantati fino ad oggi. Negli ultimi anni la regione ha subito eventi di sbiancamento del corallo che non solo hanno impatti ambientali devastanti, ma anche economici a livello locale. La tecnica rivoluzionaria di Reefscapers per piantare frammenti di corallo su strutture di supporto ha dimostrato di fornire una soluzione di monitoraggio a lungo termine per mantenere la salute delle barriere coralline in tutto il mondo.
Il corallo si trova in ogni oceano del mondo e a ogni profondità. Sono organismi diversi che possono consistere in un singolo polipo fino a migliaia in grandi colonie. I polipi sono organismi a corpo molle e traslucidi appartenenti alla stessa famiglia delle attinie di mare e delle meduse. Le loro basi sono costituite da uno scheletro duro che serve come struttura del corallo. Per far partire una barriera corallina, un polipo deve aggrapparsi a qualcosa di stabile come una roccia; una volta stabilito, si dividerà in migliaia di cloni creando una barriera corallina.

I colori brillanti che associamo al corallo sono il risultato di una relazione simbiotica tra i polipi e un tipo speciale di alga chiamata zooxantelle. Il corallo fornisce all’alga un ambiente protetto oltre ai composti necessari per convertire la luce solare in energia chimica attraverso la fotosintesi. In cambio, l’alga produce ossigeno, glucosio, glicerolo e aminoacidi necessari al corallo per creare il suo scheletro. Le alghe filtrano anche i rifiuti dall’ambiente e costituiscono il 90% della fonte di cibo del corallo, rendendole una parte essenziale dell’ecosistema della barriera corallina.
Il cambiamento climatico insieme all’inquinamento ambientale ha avuto effetti devastanti sulle barriere coralline in tutto il mondo. L’aumento delle temperature oceaniche ha modificato la relazione tra corallo e alga. I nuovi cambiamenti ambientali stanno aumentando lo stress sulle barriere, causando l’espulsione delle alghe da parte del corallo, che a sua volta perde i suoi colori e viene “sbiancato”. In questi eventi di sbiancamento, a meno che il fattore di stress non venga rapidamente rimosso, l’intera colonia di corallo morirà.
Reefscapers ha intrapreso numerosi progetti di ricerca per comprendere meglio il processo di sbiancamento e sviluppare strategie di mitigazione e gestione più efficaci per proteggere la salute delle barriere coralline non solo alle Maldive ma anche in altre regioni. Senza un’azione immediata, lo sbiancamento del corallo avrà impatti ambientali e umanitari devastanti. Sebbene le barriere coralline coprano solo l’1% della superficie mondiale, contribuiscono con 375 miliardi di dollari USA all’anno alle economie locali. Un quarto del pesce pescato nei paesi in via di sviluppo proviene dagli ecosistemi delle barriere coralline, che mitigano anche l’erosione delle coste creando una barriera naturale.

Recentemente Reefscapers ha iniziato a utilizzare le videocamere time lapse BrinnoTLC200Pro e l’obiettivo zoom BCS 24-70 per condurre ricerche sul processo di sbiancamento del corallo. Questi test si svolgono in un laboratorio controllato e prevedono l’aumento della temperatura dell’acqua in un acquario che ospita coralli sani, documentandone gli effetti. Utilizzando il time lapse, hanno scoperto che durante il processo di sbiancamento il corallo rilascia un gas non identificato, che ipotizzano sia collegato all’espulsione delle alghe. Sono necessarie ulteriori ricerche per identificare il tipo di gas rilasciato, tuttavia Reefscapers ha alcune teorie.
| Anidride Carbonica (CO2) | Ossigeno | Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS) |
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Il carbonio inorganico presente nell’acqua di mare è uno dei componenti chiave necessari al corallo per creare il proprio scheletro attraverso un processo di calcificazione. Questo processo produce CO2 che in condizioni normali le alghe utilizzano per migliorare la fotosintesi e sono in grado di filtrare il sottoprodotto acido della CO2.
Quando il corallo inizia a sbiancare, si verifica un periodo di calcificazione accelerata che potrebbe causare condizioni squilibrate dovute all’aumento di CO2, portando all’espulsione delle alghe. |
Durante la fase iniziale di sbiancamento si verifica un aumento della fotosintesi delle alghe che può incrementare i livelli di ossigeno.
Gli acquari usati dai ricercatori hanno bassi tassi di flusso, il che potrebbe causare la formazione di bolle di ossigeno intrappolate sui rami del corallo. In natura, ci sarebbe una naturale rottura dello strato limite delle molecole di ossigeno che mascherebbe questo rilascio. |
Questa è una molecola instabile che contiene ossigeno e può avere effetti devastanti sulle cellule. Se si accumula ROS in una cellula, ciò causerà danni al suo RNA, DNA e a certe proteine essenziali, portando alla morte della cellula.
Il processo di fotosintesi produce naturalmente ROS. Sia il corallo che le alghe si sono adattati a gestire i ROS, tuttavia se la fotosintesi è accelerata, l’aumento di ROS può sopraffare entrambi gli organismi, causando un effetto domino di condizioni che portano allo sbiancamento. |
Sebbene il tipo di gas e il processo di rilascio rimangano sconosciuti, ulteriori ricerche con l’aiuto della tecnologia time lapse Brinno forniranno maggiori informazioni sul processo di sbiancamento del corallo. Grazie a queste conoscenze, Reefscapers potrà sviluppare strategie di gestione e mitigazione localizzate da utilizzare per proteggere le barriere coralline da ulteriori danni.
Per saperne di più su Reefscapers e sul lavoro che stanno svolgendo, visita il loro sito web e la pagina Facebook. Se sei interessato a sponsorizzare una struttura per coralli qui puoi trovare maggiori informazioni.
Dati Reefscapers



